Descrizione
Il volume vuole indagare, attraverso le opere di alcuni pittori internazionali appartenenti alla generazione nata dopo gli anni sessanta (che, in molti casi, espongono per la prima volta nel nostro paese), alcuni aspetti della pittura e della figurazione contemporanea, intesa come approdo irrinunciabile e al contempo problematico. Sono dunque proposti dei lavori utili a ricomporre l’idea di una figurazione inevitabile: i dipinti, ad esempio, che coniugano una dimensione oggettuale, materiale del quadro e del dipingere (la superficie, il rovescio, la tavolozza, la cornice, ecc..) con la figurazione; quelle opere che contengono lacune, zone irrisolte, cioè che rinviano al non finito; quelle in cui il dato figurativo emerge dall’astrazione per aggiustamenti, improvvisazioni o fugaci rimandi; quei dipinti che, pur figurativi, presentano zone di apertura o frequenti riferimenti all’astrazione; quelli infine che testimoniano di un combattimento, di un tentativo di resistenza all’immagine e alla figura. Sono tutti aspetti e questioni che non riguardano soltanto il presente, ma che rinviano ad una storia della pittura dentro la quale sia l’artista che lo spettatore sono immersi.
Una mostra per presentare un aspetto del fare pittura oggi, attraverso le opere di alcuni pittori internazionali che direttamente, o solo incidentalmente, riflettono du problemi legati al medium e al suo tradizionale rapporto con la figurazione.
Opere di: Richard Aldrich, Mamma Andersson, Helene Appel, Michael Bauer, Luca Bertolo, Joe Bradley, Peter Linde Busk, Pierpaolo Campanini, William Daniels, Avner Ben–Gal, Thomas Helbig, Merlin James, Rezi van Lankveld, Katy Moran, Marco Neri, Alessandro Pessoli, Tal R, Matthias Weischer.
Prato, marzo – luglio 2013





Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.