Descrizione
Sintesi
Ai poveri Dio concede la sua prima misericordia: per questo desidero una Chiesa povera per i poveri. È un passaggio chiave di Evangelii gaudium al n. 198. L’intervento si propone di mettere in evidenza il valore di questo desiderio di papa Francesco, confidato a voce alta all’inizio del suo ministero di Vescovo di Roma. Il tema della Ecclesia pauperum è studiato a tre livelli. Il primo è quello insegnato dal Vaticano II in Lumen gentium n. 8 che ne definisce i tratti cristologici. Il secondo livello è quello che appare nel documento di Aparecida con la chiarificazione di ciò che significa l’opzione preferenziale per i poveri. Il terzo è quello in cui si esprime originalmente Francesco nell’esortazione Evangelii gaudium per cui la Chiesa deve farsi evangelizzare dai poveri i quali, “oltre a partecipare del sensus fidei, con le proprie sofferenze conoscono il Cristo sofferente”.
Parole chiave:
Chiesa e povertà; Chiesa povera; Concilio Vaticano II; Evangelli gaudium; Papa Francesco; Documento di Aparecida
Abstract
God bestows his first mercy on the poor: for this reason I desire a poor Church for the poor. This key passage is found at Evangelii gaudium, n. 198. This article intends to make clear the value of this desire of Pope Francis, expressed with a loud voice at the beginning of his ministry as Bishop of Rome. The article therefore studies the theme of Ecclesia pauperum at three levels. The first is that taught by Vatican II at Lumen gentium, n. 8 which defines the Christological terms. The second level is that which appears in the document of Aparecida and which clarifies the meaning of preferential option for the poor. The third is that in which Francis expresses himself for the first time in the Exhortation Evangelii gaudium, for which the Church should evangelize the poor who, “in addition to partecipating in the sensus fidei, know the suffering Christ through their own sufferings.”
Keywords:
Church and poverty; Poor Church; Vatican Council II; Evangelium gaudium; Pope Francis; Document of Aparecida
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Ah, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri! Si era ancora nel clima di gioiosa sorpresa per l’elezione del nuovo Papa, quando egli pronunciò questa frase. Lo fece durante l’incontro coi rappresentanti dei media, il 16 marzo 2013; una udienza programmata per ringraziarli del lavoro svolto nei giorni del Conclave. Rievocando quell’evento e le modalità che poi l’avevano indotto alla scelta del nome di Francesco, il Papa ebbe quella sua esclamazione. Fu udita col sapore della novità, ma era già stata pronunciata.
L’aveva fatto Giovanni XXIII, il Papa che convocò il Concilio Vaticano II. Fu nel Radiomessaggio trasmesso a un mese dal Concilio, ossia l’11 settembre 1962. Qui Papa Giovanni richiamò la grande aspettativa, che oramai s’era formata nella Chiesa e nel mondo; alla luce del simbolismo del cero pasquale, anticipò in qualche maniera la centralità della questione ecclesiologica nel suo duplice versante ad intra e ad extra; avendo presenti le aspettative del mondo aggiunse: «In faccia ai paesi sottosviluppati la Chiesa si presenta quale è, e vuol essere, come la Chiesa di tutti, e particolarmente la Chiesa dei poveri».
Poi c’è stato il Concilio. Scriveva, tuttavia, un testimone: «Nei giorni del Concilio una immensa speranza si era fatta luce; ora ha preso il sopravvento la delusione. Malgrado tutto, il mondo resta in attesa».
Quarant’anni dopo, intervenendo sul mensile Jesus del 2 luglio 2013 Enzo Bianchi, priore di Bose, ha rievocato così quella stagione:
«Vi era un acceso dibattito sul tema della povertà e dei poveri in moltissime comunità […] nella chiesa si elaborò la dottrina dell’“opzione preferenziale per i poveri”, dove opzione stava per dovere morale, e questo sembrò diventare nella chiesa universale un principio fondamentale della dottrina sociale della chiesa. In seguito, dobbiamo riconoscerlo, soprattutto il tema della chiesa povera sembrò sparire dall’orizzonte ecclesiale, tanto che vi fu chi scrisse: “Non voglio una chiesa povera ma una chiesa più ricca, in modo che possa fare maggiormente del bene ai poveri!”. Terribile fraintendimento del Vangelo, ma sempre possibile anche da parte di chi nella chiesa dovrebbe essere tra i primi suoi interpreti […]. C’è stato un lungo silenzio sul tema della chiesa povera e per i poveri. Occorre riconoscere la verità: nelle nostre chiese (non in quelle del sud del mondo) il tema non risultava più interessante»3.
Ma, cos’era avvenuto al Concilio?
[…]





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