Descrizione
Editoriale
Mentre scrivo, mi raggiunge via Twitter da Homs, Siria, una foto che dice più di molte parole. Quello che era il centro della città, con palazzi eleganti e giardini abbelliti da palme da dattero e cespugli fioriti, è ridotto ad un cumulo enorme di macerie annerite. Un’immagine che ormai si ripropone da qualsiasi altra città: la Siria è un Paese distrutto.
Nonostante questa tragedia, per la quale non dobbiamo smettere di urlare la nostra indignazione, non si fanno passi avanti sulla via di una ricomposizione del conflitto. La prevista conferenza di pace, la cosiddetta
«Ginevra 2», a quanto riferiscono fonti diplomatiche, non si potrà tenere prima di dicembre. I colloqui erano stati previsti prima per giugno e poi programmati per i123 novembre.





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