Descrizione
INDICE
RUBRICA
DOSSIER
SUSSIDIO
PREPARARE LA MESSA
@Wordinprogress
8. Il dialogo continua… (D. Arcangeli)
I nostri modi di dire
54. Questa è la fine del mondo
1. «Questa è la fine del mondo» (A. Carrara)
2. Il Nuovo Testamento
parla della fine del mondo (C. Doglio)
3. La “fine del mondo”.
Una lettura teologica cristiana (G. Ancona)
Proposte per un commiato breve
(R. Laurita)
Dalla 29a domenica ordinaria
a Cristo re dell’universo
20 ottobre / 24 novembre
29ª domenica ordinaria (F. Ficco, L. Dellai, V. Brunello)
30ª domenica ordinaria (F. Ficco, G. Reggi, V. Brunello)
Tutti i santi (F. Ficco, G. Frusca)
Commemorazione dei fedeli defunti (G. Frusca)
31ª domenica ordinaria (F. Ficco, P. Bignardi, V. Brunello)
32ª domenica ordinaria (F. Ficco, R. Laurita, M. Gallo)
33ª domenica ordinaria (F. Ficco, P. Bignardi, M. Gallo)
Gesù Cristo, re dell’universo (F. Ficco, G. Canobbio, M. Gallo)
Il dialogo continua…
di Davide Arcangeli
Abbiamo intitolato questa rubrica di dialogo con i lettori con un gioco di parole, @wordinprogress, avendo a cuore due obiettivi: comunicare l’esperienza di una rivista come work-inprogress, lavoro di sperimentazione continua dell’annuncio nelle forme della pastorale; realizzare un dialogo con i lettori che nasca dall’esperienza della parola (word) di Dio, annunciata e condivisa, nelle assemblee e nella vita ordinaria. Desideriamo una rivista che continui a essere ricca e povera insieme: sufficientemente ricca per offrire in profondità il nutrimento biblico, insieme a spunti di mediazione pastorale della parola di Dio; sufficientemente povera per non saturare la conoscenza dei lettori, ma anzi offrirsi loro come materiale “martire”, da utilizzare liberamente come suggerimento e pista di lavoro per il proprio annuncio. Povertà e ricchezza sono quindi combinate insieme in modo sapiente, per incoraggiare il lavoro dell’annuncio e sostenere una sperimentazione continua. Per questo motivo la rivista non offre generalmente degli strumenti pronti all’uso, come un qualsiasi repertorio pastorale, con tracce di incontri da copiare e incollare oppure omelie prefabbricate da adattare. Quel tipo di offerta riteniamo sia già abbondantemente presente online, in vari siti anche di matrice cattolica. Abbiamo invece ricavato, dal dialogo con voi, l’esigenza di spunti che nascano dall’esperienza esistenziale e pastorale; essi dovrebbero essere offerti tramite un processo metodologicamente rigoroso di ascolto e discernimento, svolto sia sui testi biblici che sulle forme pastorali. In tale modo il lettore potrà mettersi in gioco a partire da una perla preziosa, nata da un’esperienza autentica della Parola, sempre tenendo conto del proprio contesto esistenziale e comunitario. In questa situazione culturalmente e pastoralmente fluida, in continuo cambiamento, osserviamo l’importanza di tenere saldi tre pilastri del nostro lavoro: la parola di Dio nel ciclo liturgico festivo, il rigore metodologico nel discernimento pastorale, la corresponsabilità laicale e ministeriale. Vorremmo infatti condividere insieme con voi lettori uno stile di mediazione pastorale della parola di Dio che non abbandoni la dimensione comunitaria e festiva ma anzi cerchi di rinnovarla nelle forme oggi possibili; che sappia inoltre discernere forme pastorali innovative, con griglie di analisi che facilitino l’individuazione degli elementi decisivi nel rendere opportuna e interessante una proposta di accompagnamento pastorale con la parola di Dio; che promuova uno stile condiviso e sinodale, capace di mettere insieme carismi e competenze differenti, per fare tesoro di tante ministerialità laicali a servizio della Parola. La forma è già un anticipo del contenuto e delle finalità: uno stile di condivisione tra carismi e ministeri può favorire anche quel lavoro di équipe che dovrebbe sempre più contraddistinguere le nostre buone prassi pastorali di annuncio della Parola. Ringrazio voi, per aver scelto Servizio della Parola e in particolare ringrazio Maurizio, Giampiero, Marco e Alberto per essersi posti in dialogo con me sul futuro della rivista. Abbiamo tutti a cuore questa preziosa storia di servizio alla chiesa e desideriamo promuoverne ancora oggi l’azione, aggiornandola e sostenendola con competenza ed entusiasmo.





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