Descrizione
Editoriale
Erano i primi giorni del 2014 quando noi della redazione di Parole di Vita abbiamo lanciato una sfida; per quest’anno – vi abbiamo detto – leggeremo insieme la lettera agli Ebrei, la lettera di Giacomo, le due lettere di Pietro, quella di Giuda e le tre lettere di Giovanni. Si tratta di otto lettere (anche se per alcune di esse è meglio parlare di omelie) scritte da credenti della seconda o terza generazione cristiana, appartenenti a comunità che si trovano ad affrontare la sfida di vivere la fede nella storia e rispondono ai molti quesiti e problemi nuovi appellandosi all’insegnamento degli apostoli. Per questo abbiamo dato come titolo all’annata: Scritti apostolici.
La sfida era questa: riuscire a mostrarvi che tali scritti, seppure molto brevi (a parte Ebrei), presentano riflessioni teologiche tutt’altro che superficiali o secondarie; e poi che non sono un’accozzaglia di rimasugli. Il sesto e ultimo fascicolo del 2014 serve proprio a tale scopo: guardare con un unico colpo d’occhio quegli otto libri biblici che abbiamo approfondito uno ad uno e vedere come ci siano dei temi ricorrenti, declinati di volta in volta con sfumature differenti ma uguali nella sostanza. Li abbiamo raccolti attorno a otto parole-chiave.
Storia. Man mano che ci si allontana dall’età apostolica, si presentano per le comunità cristiane nuove sfide; ai pastori il compito di invitare all’unità, alla memoria e alla perseveranza: la fede chiede di vivere nella storia e nelle sue novità (Annalisa Guida).
Relazioni. Quale stile caratterizza la vita dei cristiani di seconda e terza generazione? Le nostre otto lettere descrivono le comunità tra luci e ombre, mostrando come la relazione con i fratelli all’interno della comunità sia una sfida decisiva (Benedetta Rossi).
Sacerdozio. Si profila all’orizzonte una grande novità, rispetto all’Antico Testamento: solo Cristo è il sommo sacerdote, mediatore perfetto tra Dio e gli uomini, e quindi ciascun credente è chiamato a esercitare un «culto esistenziale»: la vera liturgia è quella della vita (Giuseppe De Virgilio).
Novità. Le comunità cristiane delle origini si confrontano spesso con l’esperienza di fede d’Israele, specialmente attraverso gli scritti dell’Antico Testamento. La percezione è quella di un nuovo che non ha bisogno di “rottamare” l’antico; non si tratta della sostituzione di un mondo considerato vecchio, ma di ripensare l’esperienza che ha forgiato la fede dei padri, i cui tratti salienti restano validi anche per i cristiani (Sebastiano Pinto).
Salvezza. Il Nuovo Testamento utilizza una grande varietà di immagini per esprimere l’annuncio di fondo: «Dio ci ha salvati in Cristo Gesù» (Maurizio Marcheselli). I nostri scritti, in particolare, utilizzano il lessico dei rapporti sociali (salvezza come redenzione), quello del culto (espiazione), del nascere e del vivere (nuova nascita e vita eterna).
Discernimento. Ispirandosi alla vita di Gesù e all’insegnamento degli apostoli, le otto lettere-omelie insistono molto sul fatto che la volontà di Dio non è sempre immediata da conoscere; occorre essere adulti nella fede e impegnarsi per discernere ciò che Dio ci chiede oggi (Dionisio Candido).
Amore. Uno dei temi che attraversa gli scritti che abbiamo approfondito è quello dell’amore; specialmente Giacomo e Giovanni lo sottolineano, mostrando come l’amore non sia separato dal comandamento; perché l’amore è sempre una realtà molto concreta e pratica (Donatella Scaiola).
Escatologia. Verso quale meta sono incamminati l’umanità e l’universo intero? Giudizio, fine della storia, parusía (cioè ritorno glorioso di Cristo alla fine del mondo) sono temi che i nostri scritti coniugano con una loro originalità, come quando parlano della discesa di Cristo agli inferi o della partecipazione dell’universo alla vittoria finale (Tiziano Lorenzin).
Sono queste le otto parole con cui ci congediamo a conclusione del 2014. Non senza nominare ancora una volta le rubriche: il «laboratorio biblico» di Valentino Bulgarelli; «Bibbia on the web» di Annalisa Guida; l’«apostolato biblico» di Dionisio Candido; la «vetrina biblica» a cura della redazione; «Bibbia nell’arte» di Marcello Panzanini (e l’inserto staccabile di Serena Noceti e Stefano Dommi, che non c’è in quest’ultimo fascicolo ma che ricordiamo comunque.)
Con l’augurio e la speranza di avervi ancora con noi per il 2015.
Carlo Broccardo





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