Descrizione
EDITORIALE
Si avvia una nuova annata di RPL, dopo aver superato il mezzo secolo di vita. Riflettendo su quanto è avvenuto nei decenni successivi alla riforma conciliare, verificheremo se c’è stato accordo o discontinuità nella prassi sacramentale rispetto ai principi di Sacrosanctum concilium e agli Ordines che ne sono nati. Ci occuperemo delle strutture celebrative di penitenza, confermazione, matrimonio, battesimo dei bambini, liturgia delle Ore, benedizioni. Apre l’anno la riflessione sulla struttura del Rito della penitenza, l’Ordo rinnovato tra i meno rispettati e il sacramento più in crisi. G. Busca vede nelle Premesse teologico-liturgiche la sovrapposizione di due diversi modelli teologici che sono all’origine del carattere ibrido dei Praenotanda che, comunque, recepiscono parecchi elementi significativi per una presentazione rinnovata del sacramento. Annota R. Barile che le indicazioni di riforma del Rito della penitenza in Sacrosanctum concilium sono scarne e generiche. Ci aiuta, perciò, a capire sia come si sia arrivati all’Ordo paenitentiae del 1973 sia gli sviluppi magisteriali successivi. L. Lorenzetti, partendo dalla constatazione di crisi e di rinnovamento del sacramento, considera anzitutto il mutato rapporto tra la coscienza morale e la morale normativa e, quindi, tra la coscienza e il peccato; successivamente, esamina la confessione (accusa) dei peccati nel nuovo Rito della penitenza; infine, la ‘direzione spirituale’ nella celebrazione del sacramento. D. Piazzi si occupa dell’aspetto più propriamente rituale della seconda forma celebrativa del sacramento, sequenza celebrativa che evidenzia la dimensione ecclesiale della penitenza e la necessità di ‘dirla’ attraverso i diversi linguaggi della liturgia. Il Rito della penitenza propone due esempi di liturgia della Parola: una scheda biblica, curata da C. Doglio, ne offre un breve commento esegetico con una traccia di possibile omelia, oltre ad alcune indicazioni sulle scelte celebrative.
Quali attenzioni avere perché questo sacramento sia ben celebrato? G. Cavagnoli riprende diverse sollecitazioni delle Premesse del Rito della penitenza e scegliendo di evidenziare alcuni momenti essenziali del rito (Parola, accoglienza, assoluzione e soddisfazione) ne esprime il valore teologico per tracciare suggerimenti pastorali. Se l’abisso della colpa e l’altezza del perdono hanno due linguaggi differenti, richiama M. Gallo partendo dalle provocazioni di P. Ricoeur, come deve strutturarsi il sacramento della Penitenza per non essere una facile amnistia che provochi la ripetizione del reato? Come memoria e oblio possono portare alla riconciliazione che non dimentica le vittime?
La rivista prosegue offrendo ai lettori schede formative che completano il tema trattato dagli studi offrendo strumenti per la catechesi del gruppo liturgico e/o degli adulti (L. Donati Fogliazza), sussidi celebrativi (F. Gomiero) e musicali (P. Ruaro) e di riflessione sull’arte per la liturgia (A. Gerhards).





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