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Parole di Vita

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COD: 2322580 Categoria:

Descrizione

SOMMARIO

Esegesi

Annalisa Guida

IN PRIGIONE E PER STRADA.

INTRODUZIONE ALLA SEZIONE 8,4−12,25

Laura Invernizzi

SULLA STRADA DA GERUSALEMME A GAZA.

L’ANNUNCIO E LO STILE DI FILIPPO

Marinella Perroni

TABITÀ: LA DISCEPOLA (AT 9,36-43)

Giacomo Violi

AT 10: PIETRO E CORNELIO,

IL VANGELO TRA I PAGANI

Approfondimenti

Dario Garribba

LE CITTÀ DEL CRISTIANESIMO ANTICO.

ANTIÒCHIA

Carlo Broccardo

I PERSONAGGI DI ATTI.

BÀRNABA E GLI ALTRI DI ANTIÒCHIA.

CAPACI DI OSARE E VALORIZZARE

Matteo Crimella

ATTI E MONDO CLASSICO.

LA DOPPIA VISIONE

Cristina Viganò

QUESTIONI TEOLOGICHE. UNA CHIESA

IN USCITA. SPUNTI PER UN RINNOVATO

IMPEGNO MISSIONARIO

Rubriche

BIBBIA E SCUOLA di Gian Paolo Bortone

“Walking” in progress

LAVORO ED ECONOMIA di Alberto Tampieri

Il lavoro familiare e di cura

PELLEGRINAGGI di Giacomo Violi

Il pellegrinaggio a Gerusalemme nel basso Medioevo

APOSTOLATO BIBLICO di Carmelo Pellegrino

Il giubileo biblico nel contesto sociale

VETRINA BIBLICA

ARTE di Marcello Panzanini

Salire sul carro che passa.

Il battesimo dell’eunuco di Rembrandt

 

EDITORIALE

Il martirio di Stefano (At 7,54-60) e la persecuzione violenta che ne era seguita (8,1-3) mettono in atto il programma affidato dal Risorto ai discepoli (1,8) e la “diaspora” dei credenti diventa pertanto l’occasione per la diffusione della Parola al di fuori di Gerusalemme. Nella seconda sezione degli Atti degli apostoli (8,4–12,25), che presentiamo in questo fascicolo, il messaggio evangelico percorre nuove strade e da Gerusalemme raggiunge altre città. Lo spostamento non è solo geografico, ma teologico. Annalisa Guida, che ci accompagna alla scoperta di questa sezione, spiega come la “provvidenziale” dispersione, abilmente narrata da Luca con intrecci, ridondanze, episodi edificanti e colpi di scena, assuma una valenza soteriologica. Il primo personaggio che incontriamo sulla strada è Filippo (8,27-29), uno dei Sette scelti per il servizio delle vedove di lingua greca (6,1-6) e tra coloro che lasciano Gerusalemme nella prima dispersione (8,4); già nella vicenda in Samaria è presentato come capace missionario. Laura Invernizzi riflette sullo stile dell’evangelizzatore che, annunciando Gesù con le parole e con la vita, è a sua volta evangelizzato dall’annuncio al punto che a Cesarèa, dove si ferma, è chiamato «l’evangelista». Una discreta quantità del materiale tradizionale conservato da Luca riguarda le donne, alcune di loro con un ruolo nelle comunità delle loro città. Tra queste, Marinella Perroni ci presenta Tabità, una vedova (9,36-43), attorno alla quale si riuniva un gruppo di vedove, nucleo della comunità di Giaffa. Solo per lei l’autore usa l’appellativo di «discepola», femminile per niente scontato allora come oggi. Al centro della sezione ritroviamo Pietro: dopo aver guarito il paralitico a Lidda (9,32-35) e risuscitato Tabità, è spinto dallo Spirito a lasciare Giaffa, a rimettersi in cammino verso Cesarèa Marittima e a entrare in casa del centurione Cornelio, un uomo «pio». Con Giacomo Violi rileggiamo il cap. 10, accompagnando Pietro lungo la costa mediterranea fino all’incontro per nulla banale tra i due e al battesimo di Cornelio e della sua famiglia, in quella che è una nuova Pentecoste (10,44-48). Come dichiara di aver compreso Pietro in quello che sarà l’ultimo discorso, «Dio non fa preferenze di persone» e il battesimo del primo non Giudeo sarà fondamentale per l’inizio dell’annuncio del vangelo anche ai pagani che, in questa sezione, avrà il suo apice ad Antiòchia, dove «per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani» (11,26). È Dario Garibba a guidarci per le strade di questa importante città del cristianesimo antico, capitale della provincia di Syria, la terza dell’impero romano per grandezza e ricchezza. Per la posizione geografica essa era il punto di snodo delle principali vie carovaniere e commerciali; cosmopolita e sincretistica, in essa erano confluite fin dalla fondazione popolazioni diverse. Lì, come ci ricorda Carlo Broccardo, era giunto anche un gruppo di discepoli in fuga da Gerusalemme e aveva cominciato a «parlare anche ai Greci», molti dei quali si erano convertiti; lì è mandato anche Bàrnaba, un «uomo buono», capace di cogliere la mano del Signore che agisce e di valorizzare altri, come quando va a cercare Saulo/Paolo, accompagnandolo fino a lasciare a lui la “scena”. In questa sezione sia per Saulo e Anania sia per Pietro e Cornelio Luca utilizza il motivo della doppia visione: Matteo Crimella, attraverso la lettura di alcune pagine dei classici greci e latini, permette di cogliere interessanti parallelismi tra la letteratura classica e l’opera lucana. L’attività missionaria di questa sezione è per Cristina Viganò lo spunto per ripensare l’impegno missionario nel contesto odierno: è lo Spirito il vero protagonista, che spinge i testimoni ad agire come Gesù e a leggere la realtà, allargando gli orizzonti senza pregiudizi.

Elena Maria Laluce

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