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Parole di Vita

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Descrizione

SOMMARIO

Esegesi

Annalisa Guida

PER TERRA E PER MARE. INTRODUZIONE

ALLA SEZIONE AT 15,36–21,14 3

Dionisio Candido

PAOLO ALL’AREÒPAGO DI ATENE.

IL VANGELO TRA LE FILOSOFIE 7

Ombretta Pettigiani

TRA GLI INTERESSI DI ARTÈMIDE

E QUELLI DI ROMA (AT 19,21-40) 13

Mirko Montaguti

TUTTO PER IL VANGELO. L’ADDIO DI PAOLO

AGLI ANZIANI DI ÈFESO (AT 20,17-38) 19

Approfondimenti

Dario Garribba

LE CITTÀ DEL CRISTIANESIMO ANTICO.

CORINTO 24

Carlo Broccardo

I PERSONAGGI DI ATTI.

SILA, TIMÒTEO, AQUILA E PRISCILLA 29

Matteo Crimella

ATTI E MONDO CLASSICO. PAOLO

E I FILOSOFI. EPICUREISMO E STOICISMO 34

Francesco Cosentino

QUESTIONI TEOLOGICHE. FEDE E CULTURA.

TRA IL “GIÀ” E IL “NON ANCORA” 40

Rubriche

BIBBIA E SCUOLA di Gian Paolo Bortone

Diari di bordo 45

LAVORO ED ECONOMIA di Alberto Tampieri

«Scoppiò un grande tumulto» (AT 19,23).

Il diritto allo sciopero 49

PELLEGRINAGGI di Mirko Montaguti

L’origine del pellegrinaggio a Santiago 52

APOSTOLATO BIBLICO di Carmelo Pellegrino

Gesù è il giubileo cristiano (Lc 4,16-30) 55

VETRINA BIBLICA 57

ARTE di Marcello Panzanini

Reazione a catena.

San Paolo nella Cappella palatina di Palermo

 


EDITORIALE

Per terra e per mare” è un’espressione che ben sintetizza lo sviluppo della missione di Paolo (e dei suoi collaboratori) in Grecia e in Asia Minore, raccontata in At 15,36–21,14. Come ci illustra Annalisa Guida nell’articolo di apertura, si tratta di una sezione interessante non solo per la “geografia” degli spostamenti, ma anche sul piano letterario e dell’intreccio tra conversioni e rifiuti, alcuni avvenimenti di portata teofanica e altri incontri- scontri meramente umani. Paolo è ormai il protagonista quasi assoluto, in viaggio non solo per annunciare la Parola, ma anche per visitare alcune comunità da lui precedentemente fondate. Instancabile viaggiatore, raramente da solo, dopo la separazione da Bàrnaba, suo mentore e primo compagno di viaggio, viene affiancato in questo periodo da Sila, Timòteo, Aquila e Priscilla e altri collaboratori, che non solo lo accompagnano, ma ne fanno le veci quando lui è lontano; tutti capaci di tessere relazioni e dare solidità alla chiesa che sta crescendo (Carlo Broccardo). Dopo il “concilio” di Gerusalemme l’evangelizzazione di Giudei (e non) si svolge soprattutto nei centri urbani della Grecia: Filippi, Tessalonica, Atene, Corinto ed Èfeso. Oltre allo scontro con le autorità sinagogali, per Paolo e i suoi compagni ci sono nuove sfide: il politeismo greco-romano e la denuncia alle autorità politiche romane. È celebre l’episodio di Atene con il discorso nell’Areòpago (At 17,16-34). Rifacendosi alla pietà popolare e al monumento al dio ignoto, Paolo annuncia il Signore dell’universo, ottenendo iniziale consenso, ma è rifiutato dai più quando proclama la risurrezione di Gesù dai morti (Dionisio Candido). In quella città Luca annota anche il dialogo con alcuni filosofi epicurei e stoici, le due scuole filosofiche più importanti del mondo ellenistico dell’epoca, attente all’individuo e alla sua esistenza quotidiana (Matteo Crimella). Ad Atene non avvengono molte conversioni, ma la vicenda è significativa per l’inculturazione che, come ci spiega Francesco Cosentino, si fonda sull’incarnazione ed è da intendersi nella dimensione del “già e non ancora”, tra accoglienza ospitale della cultura e profezia critica. L’annuncio prosegue poi a Corinto, che diventerà sede di un’importante comunità cristiana fondata da Paolo. Grazie alla posizione e al porto, la città fu uno dei più importanti centri economici e culturali del mondo greco. Con Dario Garibba ne ripercorriamo la storia. Il racconto si sposta a Èfeso. Lì, a due anni dall’arrivo di Paolo, scoppia un tumulto ad opera degli artigiani che producono oggetti di culto per Artèmide: interessi personali ed economici si intrecciano con quelli religiosi e politici coinvolgendo anche la folla, che partecipa al caos senza una vera consapevolezza. Ombretta Pettigiani sottolinea che ciò che mette in allarme gli efesini per i lettori di Atti è una certezza: l’autentica forza non sta in un culto ben consolidato, ma nell’annuncio del Signore Gesù e della sua risurrezione. Verso quella che Paolo percepisce come la fine della sua missione, prima di salire a Gerusalemme egli convoca a Mileto gli anziani di Èfeso per un ultimo discorso. Con Mirko Montaguti ripercorriamo quello che è un vero e proprio testamento pastorale dell’apostolo, in cui, oltre a rileggere con gratitudine la propria missione, Paolo guarda anche avanti con fiducia e raccomanda ai pastori, di allora e di oggi, di vegliare sul gregge (e prima ancora su sé stessi). Le ultime parole rimandano all’esempio dell’apostolo e alla gratuità del servizio: è la logica di Gesù, la gioia del vangelo di cui tutti siamo chiamati a farci imitatori.

Buona lettura!

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