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Le apparizioni di Banneux

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Descrizione

Nel 1933 una bambina belga di nome Mariette fu visitata da una meravigliosa apparizione che si sarebbe poi definita la Vergine dei Poveri. Durante le otto apparizioni che caratterizzarono l’esperienza di Mariette, la Vergine indicò la sorgente d’acqua di Banneux come una fonte destinata a tutte le nazioni: in particolare a tutti i malati del mondo perché potessero trovarvi guarigione o alleviamento delle proprie sofferenze.

 

PREFAZIONE

Calava il fresco delle prime sere ottobrine, già avvol­te nella nebbia autunnale, quando iniziai la stesura di questo lavoro. Fuori dalla mia finestra, il buio si staglia­va sulle strade cittadine quasi deserte, mentre una flebile luce di candela fiammeggiava nella stanza.

Cominciava così, nella solitudine e nel silenzio not­turno, il viaggio mistico che mi avrebbe portato a redigere questa mia opera di devozione. Oggi, a distanza di tre anni, ho terminato di scrivere gli ultimi paragrafi. Uno sguardo all’indice, una rilettura dei testi … Scorrendo i capitoli ripercorro involontariamente le tappe della mia vita, e mi rendo conto di quale splendida avventura ab­bia avuto la grazia di vivere. Questa è la mia storia, e de­sidero raccontarla.

La mia conversione alla Vergine era avvenuta qualche anno prima. In quell’epoca stavo affrontando un periodo piuttosto difficile sotto vari aspetti: una grave malattia in famiglia, una rottura sentimentale importante, l’incertez­za sul fronte lavorativo … In tutti questi ambiti dell’esi­stenza sperimentavo dolorose difficoltà e questo mi arre­cava un senso di grande smarrimento e sofferenza.

La Vergine, delicata come un bucaneve che spunta dal ghiaccio, iniziò tuttavia a farsi silenziosamente strada nel mio cuore. In seguito ad un pellegrinaggio, per una ragione che tuttora non saprei spiegare, cominciai ad in­teressarmi fortemente alla preghiera: mi ritrovai a prati­carla con intensità e costanza come non avevo mai fatto prima. Scoprii con meraviglia che questo atto mi dona­va una gioia inaspettata, un entusiasmo mai provato, e mi sentivo spinta a pregare sempre di più, giorno dopo giorno. Nel profondo del mio essere intuivo che questa nuova attitudine non si era generata da sé. Percepivo una strana, luminosa forza che mi spronava: approfon­dendo sempre più la figura spirituale di Maria, anche at­traverso i miei studi universitari e religiosi, compresi che era Lei ad avere preso il timone del mio cuore.

Dunque iniziai ad affezionarmi sempre di più alla sua persona, ad amarla, a cercarla nelle ore più impen­sabili della mia giornata; mi avvicinavo a Lei timida­mente ma inesorabilmente, e scoprivo che non era un avvicinarsi unilaterale: più aprivo la mia anima alla sua luce, più mi accorgevo che la Santissima Madre mi cor­reva incontro a braccia aperte, come se non aspettasse altro che entrare nel mio cuore. La suapresenza si fece sempre più tangibile nella mia vita e, gradualmente, tutti i grandi problemi che mi attanagliavano iniziaro­no a sbiadirsi, fino a dissolversi del tutto. Mentre le dif­ficoltà apparivano sempre più tenui, la luce della mia fede cominciava a brillare più forte. Sentivo il caldo ab­braccio materno intorno a me costantemente, in parti­colare la sera, quando mi accovacciavo nel letto pregando, prima di dormire.

Vedevo dipanarsi il garbuglio della mia vita, e com­prendevo che la presenza della Vergine stava inducendo grandi cambiamenti. Quelle sere di introspezione e pre­ghiera furono davvero l’inizio di un mio nuovo modo di interpretare il significato dell’esistenza e di tutte le cose.

Non poteva che sorgere nel mio essere un’infinita gra­titudine verso il Signore, per tanta grazia che mi stava concedendo. Da questa riconoscenza sorse in me il de­siderio di offrire a mia volta un dono d’amore alla Ver­gine. Mi interessai non solo agli avvenimenti della sua vita terrena — e ai molti insegnamenti che possiamo trar­ne — ma anche alle apparizioni miracolose nei vari luoghi del mondo, realizzatesi in tempi vicini alla nostra epoca, o addirittura contemporanei. Restai particolarmente af­fascinata dagli eventi straordinari di Banneux, ingiusta­mente poco conosciuti rispetto ad altre più celebri epifa­nie mariane. Fu così che maturai la decisione di dare vita ad un testo che contribuisse a riportare in luce la meravi­glia di quegli avvenimenti.

 

INTRODUZIONE

Correva l’anno 1933 quando Mariette, una bambina belga di soli undici anni, fu visitata da una meraviglio sa apparizione che avrebbe illuminato la vita di molti fedeli. La bella Signora, colei che si sarebbe poi definita la Vergine dei Poveri, risplendeva col suo bianco vestito nel buio della notte, pronunciando parole di speranza. Durante le otto apparizioni che caratterizzarono l’espe­rienza di Mariette, la Vergine indicò la sorgente d’acqua di Banneux come una fonte destinata a tutte le nazioni: in particolare a tutti i malati del mondo perché potesse­ro trovarvi guarigione o alleviamento delle proprie sof­ferenze.

Il messaggio universale che ne derivava, in un’epoca dilaniata dai conflitti mondiali e da un progressivo diva­rio socio-economico, appariva una dimostrazione stra­ordinaria dell’amore divino per tutta la razza umana, senza distinzioni di appartenenza geografica o cultura­le. Tutti i figli di Dio, provenienti da ogni parte del glo­bo, potevano e possono accedere alla sorgente che la Ver­gine ha dedicato ai malati. E poiché essa si definiva Ver­gine dei Poveri, era soprattutto alle popolazioni in via di sviluppo e ai ceti meno abbienti dei paesi industrializza­ti che destinava il suo messaggio d’amore.

Sappiamo però che la povertà può anche essere di na­tura non economica: la povertà di affetto, la povertà di fede, la povertà di speranza, la povertà di salute. A tutte queste povertà, la Vergine riservava la sorgente di Ban­neux. A tutte queste povertà, la Vergine apriva le sue braccia materne in un abbraccio d’amore infinito.

La piccola Mariette, scelta per essere la protagonista di questi eventi straordinari, sapeva bene cosa significa essere poveri. Apparteneva ad una famiglia di umili ori­gini e non scorgeva molta speranza nel futuro. I suoi ge­nitori, inoltre, avevano di recente perso la fede: per va­rie ragioni si erano scostati dalla chiesa e dalla religione, ed avevano persino allontanato la bambina dal catechi­smo. Certamente, ai nostri occhi, le condizioni non sem­bravano le migliori per un’apparizione mariana! E inve­ce sta proprio in questo la ricchezza di Banneux. La Ver­gine non visitò una suora o una persona particolarmente religiosa: decise invece di mostrarsi nel seno di una fami­glia assolutamente lontana dalla spiritualità.

La maggior parte delle persone può immedesimarsi in questo: quante circostanze di vita,più o meno dolo­rose, ci spingono per esempio a perdere la fede? Quanti smettono di credere o addirittura non hanno mai credu­to? Eppure è proprio a queste realtà che si rivolge la Ver­gine dei Poveri. Lei viene per chi èpovero, e soprattutto per chi è povero di fede. Si offre all’umanità per portare in dono la grazia della conversione. Comprendiamo al­lora che i messaggi di Banneux non sono destinati esclu­sivamente ai cristiani diligenti: al contrario, Si rivolgo­no al mondo intero e allepersone di qualsiasi condizio­ne, in particolar modo ai poveri. Quando ci sentiamo po­veri, persino poveri nella fede, la Vergine arriva a noi per farci scoprire il cammino meraviglioso della spiritualità. Fu proprio questo che avvenne nel cuore di Mariette e in quello dei suoi genitori: la bella Signora era venuta a col­mare la distanza con l’abbraccio, a riempire la povertà con la ricchezza: aveva donato la conversione.

Se quella notte di gennaio non fosse stata così oscura, forse la piccola non avrebbe notato il bagliore fuori dal­la finestra. È proprio nelle nottate più buie che la stel­la di Banneux brilla con maggiore intensità. Se ci trovia­mo persi nelle tenebre, quello è il momento migliore per poter scorgere il barlume della Vergine … e aprirle il no­stro cuore!

Ella insegnò anche il modo per tenere viva la luce quan­do il buio vorrebbe prevalere: «Pregate molto» è l’esorta­zione che pronunciò. In un momento storico caratteriz­zato da grandi difficoltà materiali e spirituali, dunque, la preghiera diviene strumento di colloquio con il Padre e di unione tra i fratelli. È un dono reciproco che tutti i fi­gli di Dio sono invitati ad offrire per alleviare il dolore dei sofferenti e per ripristinare la pace e l’armonia. Pre­gare e credere è tutto ciò che la Vergine ci esorta a fare, at­traverso i suoi messaggi così semplici e così preziosi allo stesso tempo.

«Credete in me, io crederò in voi»: questa straordinaria promessa che Lei ci ha fatto riscalda il cuore con una spe­ranza infinita. La grazia della fede e la potenza dell’amo­re a cui i devoti sono chiamati, portano in dono una fi­ducia reciproca che la Vergine offre agli uomini di tutte le nazioni.

Un simile messaggio non può che affascinare profon­damente il cuore di ciascuno di noi. Poiché io stessa ave­vo vissuto l’angoscia delle tenebre e l’insperato ritorno alla luce grazie a Maria, decisi di dedicarmi fervidamèn­te alla stesura di un’opera che potesse raccontare, in ma­niera originale ed appassionata, gli eventi del 1933. Nu­trivo la speranza di concludere il lavoro entro il 2013, anno in cui ne sarebbe stato celebrato l’ottantesimo anni­versario: così avvenne.

1933-2013: si festeggiano proprio in questi mesi gli ot­tant’anni di culto verso una delle più straordinarie mani­festazioni mariane nella storia dell’umanità. Questo mio atto di devozione è interamente dedicato all’amatissima Vergine dei Poveri ed anche alla Chiesa Universale, di cui Lei è madre e regina per gloria di Dio. Il mio più ac­corato desiderio è che, attraverso la lettura di queste pa­gine, molte persone smarrite nell’oscurità possano infine scorgere un bagliore.

E proprio questo il significato più profondo delle ap­parizioni di Banneux: non vi è tenebra che non possa es­sere illuminata; non vi è notte che non possa essere rischiarata.

 

La Benedizione Papale dell’opera

La Vergine dei Poveri, a distanza di ottant’anni dal­le apparizioni di Bannuex, non ha ancora smesso di fare miracoli! La storia di questo libro ne è un esempio, una vicenda straordinaria iniziata tra le trafficate strade mi­lanesi, proseguita per le mistiche vie del Vaticano, ed in­fine giunta a fiorire nelle case dei lettori di tutta Italia, nel cuore di ciascuno di noi …

Quando iniziai a scrivere su Banneux, non sapevo dove ciò mi avrebbe condotto. Il cammino spirituale che ebbi la grazia di vivere con la Madonna nell’anima, già raccontato poco innanzi, non fu l’unico viaggio che per­corsi attraverso queste pagine. Nel momento in cui la scrittura dell’opera fu terminata, infatti, e prima ancora che venisse pubblicata, ebbi un’improvvisa ed inaspetta­ta ispirazione.

Una sera di dicembre, dopo avere a lungo pregato nel silenzio della mia casa, mi addormentai. Mi venne allora un’immagine nella mente, come il pallido riflesso di un sogno: vidi Maria Santissima, in un bianco abito splen­dente come quello del 1933, che mi indicava col dito in­dice qualcosa … un luogo … un posto conosciuto …

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