Descrizione
Il cronico isolamento di Napoli rispetto alle casse di risonanza dei mass-media nazionali ha portato fin dalle origini all’incomprensione della specificità del Movimento Studentesco napoletano rispetto a quello di altre città italiane. Il libro si propone di mostrare come Napoli non fu lo specchio opaco di quello che avveniva altrove, né si chiuse in dinamiche locali. Il ’68 napoletano fu caratterizzato da una produzione teorica di ampio respiro e per certi aspetti senza eguali nel contesto italiano, grazie al lavoro della Sinistra Universitaria, l’organizzazione di massa che divenne guida del Movimento Studentesco napoletano. Tale apporto teorico trovava le sue radici nell’ampia discussione del marxismo svoltasi a Napoli ai massimi livelli, da Antonio Labriola a Benedetto Croce ad Amadeo Bordiga, fino al Gruppo Gramsci degli anni Cinquanta.





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