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I modelli ideali e il problema del metodo scientifico

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Descrizione

«L’epistemologia senza contatto con la scienza diventa uno schema vuoto. La scienza senza epistemologia – se pure si può concepirla – è primitiva e informe».

 

Albert Einstein [1949].

 

1. Il paradosso di Galileo e il tradizionale modello metodologico della scienza

 

In una sua recente visita alla London School of Economics, Elisabetta II, regina d’Inghilterra, ha posto ai celebrati economisti di questa istituzione universitaria una domanda imbarazzante: come mai nessun economista ha previsto la crisi economica in cui si dibatte attualmente il mondo occidentale? Con questa sua domanda la regina d’Inghilterra non solo ha messo in crisi gli economisti della London School of Economics, ma ha messo anche il dito nella piaga, richiamando un’idea alquanto diffusa, in virtù della quale si attribuisce alla scienza la proprietà, primaria, di essere una disciplina predittiva. Se una teoria scientifica non è in grado di fare previsioni, quale sarà mai, allora, la sua portata scientifica? In genere costituisce un senso comune diffuso sostenere che scienza e predittività coincidano. Con la conseguenza che le teorie – o le discipline – che non sono in grado di offrirci valide predizioni non avrebbero, allora, alcuna portata conoscitiva. Sembra dunque che da questo punto di vista scienza e predittività facciano tutt’uno, al punto che una teoria scientifica, per essere tale, non potrebbe non possedere una specifica portata predittiva.

 

Tuttavia, se si volesse approfondire questo aspetto, concernente la presunta e scontata coincidenza tra scienza e predittività, perlomeno nell’ambito della tradizione di pensiero occidentale, non si potrebbe fare a meno di rimanere un poco perplessi. In primo luogo, perché proprio questa idea non era affatto scontata nel mondo antico. Nella scienza antica l’importanza della previsione fu infatti affermata ed accentuata solo ed unicamente nell’ambito delle ricerche mediche da un autore come Ippocrate (Prognostikon, I). D’altra parte se, in secondo luogo, ci si volesse spostare in ambito moderno, dal Seicento in poi, il nostro imbarazzo complessivo non diminuirebbe, anzi aumenterebbe, perché ci troveremmo di fronte a indicazioni alquanto diverse, spesso contrastanti e, persino, apertamente opposte e conflittuali. Se inoltre, in terzo luogo, si volesse considerare in modo più diretto ed analitico, l’opera del padre riconosciuto della scienza moderna, ovvero il pensiero di uno scienziato come Galileo Galilei, il nostro imbarazzo non potrebbe nuovamente che crescere. Perché? Proprio perché lo scienziato pisano sembra aver dato vita ad un paradosso che, da questo specifico punto di vista prospettico, potremmo addirittura indicare come il “paradosso di Galileo”.

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