Descrizione
Sommario
Prendendo come punto di partenza l’Editto di Milano del 313, l’articolo traccia un profilo delle vicissitudini che il cristianesimo attraversò dal momento in cui ottenne la libertà di professare la propria fede fino a diventare religione ufficiale dell’impero tardo romano. Con l’avvento del sistema feudale, la chiesa dovette difendere la propria libertà (lotta delle investiture) nei confronti del potere laicale in un contesto di cristianità ancora indivisa. Con la riforma protestante e le conseguenti guerre di religione, si assiste a un primo tentativo di soluzione con il principio di una ripartizione territoriale a seconda della confessione abbracciata dal sovrano (cuius regio, illius et religio). Solo agli inizi del Settecento l’idea di tolleranza si fa strada e le idee illuministiche preludono a una nuova consapevolezza circa la libertà religiosa, intesa come diritto inviolabile di ogni persona.





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