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Concilium – 2017/5 – Letteratura, poesia e teologia

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COD: 22374 Categoria:

Descrizione

 

I. Letteratura, poesia e teologia 21

1. Teologia e letteratura

1.1 Heather Walton, La teologia nel modo

in cui viviamo oggi: una teopoetica del life writing . _23

I/ Le ferite che porto: introduzione

II/ Tensioni creative

III/ Coerenza e conflitto nel life writing

IV/ Il life writing nella teologia contemporanea

V/ Imparare da altre vite

1.2 Cecilia Avenatti de Palumbo, Letteratura:

un’importante mediazione ermeneutica per la teologia 38

I/ Cosa cerca la teologia nella letteratura?

Tipologie di mediazione

II/ L’immaginazione creativa: dietro la traccia

della mediazione ermeneutica

III/ Immaginare dalla fonte originaria

per creare un altro modo di pensare
1.3 Luce López-Baralt, La poetica del silenzio

nel Cantico spirituale di san Giovanni della Croce . _49

1.4 José Tolentino Mendonça, La lettura infinita.

Scrittura e interpretazione .     .     .     .     .     .     .     . _63

I/ Il plurale di cui il testo è fatto

II/ L’espansione ermeneutica della Scrittura

III/ Le tre grandi svolte ermeneutiche

1/ Modelli ermeneutici centrati sulla questione dell’autore

2/ L’ermeneutica centrata sull’immanenza del testo

3/ L’ermeneutica centrata sulla collaborazione del lettore

1.5 Vittorio Montemaggi, La teologia di Dante . . 74

1.6 Luis Gustavo Meléndez Guerrero, Grammatiche

della carne: eros, poesia e corpo in relazione . . . 86

I/ Grammatica evangelica

II/ Grammatica mistica

III/ Nuove grammatiche della carne

2. Voci dai cinque continenti

2.1 Carmiña Navia Velasco, Sguardi teologici

nella letteratura latinoamericana .     .     .     .     .     . _98

I/ Al filo del agua: una prigionia religiosa

II/ El signo del pez: una complessa creazione di fiction

III/ El Cristo feo: liberazione popolare

2.2 Mayra Rivera, Poetica di sopravvivenza . . . 105

I/ Nonostante la Storia

II/ Visioni profetiche del passato

III/ Conclusione

2.3 Jean-Baptiste Sèbe, Lo scrittore e Cristo:

«La parola è il verbo e il Verbo è Dio» . . . . . 114

I/ Introduzione
II/ «Il mondo è carico della maestà di Dio» (G.-M. Hopkins)

III/ «Tu indietreggi, a disagio davanti al dono immenso»

(J.-P. Lemaire)

IV/ «Se non è lui il verbo di Dio, allora Dio non ha mai parlato»

(C. McCarthy)

2.4 Huang Po-Ho, Fare teologia con la letteratura:

un tentativo asiatico . . . . . . . . . 127

I/ Letteratura e religioni

II/ Teopoetica e immaginazione

III/ Utilizzo cristiano delle letterature e letterature cristiane

come risorsa

IV/ Fare teologia con risorse letterarie

2.5 Stan Chu Ilo, Teologia e letteratura nella fede

cristiana africana. Uditori della Parola in Africa .     . _135

I/ Introduzione

II/ La Bibbia nella religione cristiana africana: ascoltare la Parola

III/ Teologie africane come racconto delle azioni di Dio

nella storia africana

IV/ Conclusione

 

II. Forum teologico: brani teologico-letterari 149

1. Emerson Sbardelotti, Pedro Casaldáliga,

poeta e profeta di speranza . . . . . . . 151

2. Faustino Teixeira, Una sete infinita:

Ernesto Cardenal . . . . . . . . . . 156

3. Márcio Cappelli – Edson F. de Almeida,

Dietrich Bonhoeffer: la mistica della croce

in un mondo divenuto adulto .     .     .     .     .     .     . _160
4. Marcelo Timotheo da Costa, Thomas Merton:

fra azione, contemplazione e scrittura . . . . 166

5. Ursula King, Pierre Teilhard de Chardin

e la preghiera al Cristo cosmico.

Il primo saggio: La vita cosmica .     .     .     .     .     .       170

6. Cleide Maria de Oliveira, Adélia Prado:

alcune considerazioni sulla sua poetica . . . . 174

 

III. Rassegna bibliografica internazionale 181

 

IV. Indice generale di Concilium 2017 189

 

EDITORIALE

Si deve riconoscere che il discorso della “teopoetica” in generale

e, in particolare, in rapporto con l’interpretazione della

Scrittura e con la riflessione teologica è uno sviluppo ancora

abbastanza recente che fiorisce dall’intersezione fra teologia e

studi letterari: è simile a una “spiritualità biblica”, che sboccia

dall’intersezione tra studi biblici e spiritualità, e a un’“estetica

teologica”, che sboccia dall’incontro della teologia con tutte le

forme di estetica (arte, letteratura, musica ecc.).

Si tratta di

uno spazio interattivo tra gli studi biblici letterari, la teologia,

la spiritualità e la mistica ed è proprio quello che il suo nome

esprime – “teopoetica” – ossia teoria del potere di trasformazione

spirituale che i testi biblici hanno in quanto testi e della profondità

teologica dei testi letterari, attualizzati tramite un certo tipo di

lettura o interpretazione1.

Sarebbe forse più esatto dire che la teopoetica è l’espressione

letteraria o testuale della più ampia riflessione sull’estetica

teologica come forma di approssimazione alla spiritualità.

Il motivo della crescente importanza della mediazione

dell’estetica nell’elaborazione teologica si trova sia nel tramonto

delle grandi narrazioni sia nella fragilità del discorso politico.

Il simbolico e il prerazionale si collegano maggiormente

e interagiscono meglio con l’esperienza – inclusa l’esperienza

religiosa – che con l’elaborazione razionale e speculativa. E,

secondo i pensatori che lavorano oggi in questa area di studi,

la natura e le società umane trovano una motivazione più grande

e più stimolante nelle immagini, nelle favole e nelle storie,

piuttosto che nelle idee.

Anche se la teologia è principalmente un’attività intellettuale,

il lavoro dei grandi teologi è stato sempre attraversato

dall’immaginazione. La stessa cosa è avvenuta alla nascita di

tutte le religioni: pure esse sono iniziate con storie e rituali. Come

dice bene Amos Wilder,

Prima del messaggio dev’esserci una visione

Prima del sermone l’inno

Prima della prosa il poema2.

La fede, pertanto, deve essere letta e vista attraverso le lenti

estetiche. Ma questo non va inteso come un’attività per persone

borghesi e benestanti, che non hanno altro da fare. La fede

vissuta dai poveri e dai popoli indigeni fa nascere un’estetica

teologica liberatrice, dotata di un grande potenziale sovversivo

e capace di rimettere in questione concetti, simboli e significati

moderni e postmoderni. Insieme con la filosofia e le scienze sociali,

dunque, la letteratura, l’arte e tutte le espressioni estetiche

sono oggi una necessaria e sempre più importante mediazione

ermeneutica per la teologia.

A motivo di tutto ciò, questo numero della rivista Concilium

presenta ai suoi lettori e lettrici questa nuova ermeneutica

attraverso diversi sguardi e prospettive. I sei articoli che compongono

la prima sezione della prima parte provengono: dalla

Scozia, con Heather Walton che analizza l’autobiografia come
genere letterario, spirituale e teologico; dall’Argentina, con

Cecilia Avenatti de Palumbo, ex presidentessa dell’Associazione

latinoamericana di letteratura e teologia, che scrive sulla

letteratura come mediazione ermeneutica per la teologia. C’è

poi Luce López-Baralt, dell’Università del Porto Rico, grande

specialista di mistica comparata e famosa arabista, che pone

a confronto mistica e letteratura attraverso la penna ispirata

di san Giovanni della Croce. A seguire, il Portogallo, con José

Tolentino Mendonça, docente dell’Università cattolica portoghese,

che scrive sulla Bibbia e la sua interpretazione come

scrittura infinita. Non potrebbe mancare in questo panorama

la teologia di Dante Alighieri, che annovera specialisti in tutto

il mondo, tra i quali Vittorio Montemaggi, della Notre Dame

University. E, per finire, Luiz Gustavo Meléndez Guerrero,

giovane ricercatore del Dipartimento di scienze religiose

dell’Università Iberoamericana di Città del Messico, affronta i

classici temi che sono sempre presenti quando si parla di letteratura

e… di teologia: eros, poesia e corpo.

La seconda sezione della prima parte della rivista riferisce

voci dai cinque continenti che riflettono sull’interazione fra teologia

e letteratura a quelle latitudini. Carmiña Navia Velasco,

voce colombiana, parla per l’America latina. Mayra Rivera,

rappresentante dei latinos degli Stati Uniti, autrice dell’importante

libro Poetics of the Flesh, presenta un’importante e originale

riflessione sulla poetica della sopravvivenza dei caraibici in

esilio. Jean Baptiste Sèbe scrive dalla Francia, raccogliendo e

ponendo in evidenza nel suo testo il meglio del percorso della

teologia europea nel suo ormai antico e consolidato dialogo

con la letteratura. Dall’Asia, Huang Po-Ho presenta al lettore

di Concilium l’affascinante esperienza della letteratura in cinese

mandarino e il suo potenziale teologico. Infine, dall’Africa,

Stan Chu Ilo riafferma la convinzione dell’importanza della

lettura popolare della Bibbia per la teologia.

La seconda parte, il Forum teologico, presenta brevi testi

teologici letterari che incarnano concretamente tutto quello che

la teoria e la riflessione hanno cercato di dire nelle sezioni anteriori.

Sono stati selezionati alcuni teopoeti in carne e ossa che,

dopo una breve presentazione, ci offrono la loro teopoetica,

fonte di ispirazione e illuminazione. Sono: il vescovo, profeta e
poeta Pedro Casaldáliga, dal Brasile; il trappista di Solentiname,

in Nicaragua, Ernesto Cardenal; il pastore e martire Dietrich

Bonhoeffer, che componeva poemi nella prigione che

sarebbe stata la sua ultima dimora; il monaco scrittore statunitense,

affascinato dall’Oriente, Thomas Merton; lo scienziato

e mistico francese Pierre Teilhard de Chardin; e la poetessa

brasiliana Adélia Prado.

Speriamo che questo numero di Concilium incoraggi maggiormente

coloro che oggi si dedicano alla ricerca e alla docenza

teologica ad avventurarsi sulle vie dell’estetica, e in modo

particolarissimo della letteratura. Vi troveranno certamente

nuove ispirazioni che potranno fecondare la loro riflessione in

tempi nei quali si sentono ancora le conseguenze di un lungo

inverno ecclesiale.

Maria Clara Bingemer Solange Lefebvre

Rio de Janeiro/RJ (Brasile) Montréal/QC (Canada)

Erik Borgman Mile Babi

Tilburg (Olanda) Sarajevo (Bosnia-Erzegovina)

(traduzione dal portoghese-brasiliano di Luca Spegne)

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