Descrizione
Dopo Freud, la millenaria storia della colpa, del bisogno umano di giudicare, di pentirsi e di essere punito, non può che andare incontro a un paradosso, giacché l’introduzione della realtà dell’inconscio rende il problema morale del libero arbitrio enormemente più complesso. Infatti, se nasce una logica che trascende la colpa e porta a ‘comprendere’ anziché ‘giudicare’, di fronte a questa ‘verità’ che fa dell’uomo un essere tragico più che colpevole, siamo costretti a vivere una sorta di sdoppiamento, che l’autore chiama ‘paradosso schizofrenico’: non abbandonare gli aspetti necessari del sistema basato sulla colpa e a un tempo vedere le cose da una prospettiva che non giudica, non sentenzia, ma comprende. Prefazione di Jan De Viller. Dopo Freud, la millenaria storia della colpa, del bisogno umano di giudicare, di pentirsi e di essere punito, non può che andare incontro a un paradosso, giacché l’introduzione della realtà dell’inconscio rende il problema morale del libero arbitrio enormemente più complesso. Infatti, se nasce una logica che trascende la colpa e porta a ‘comprendere’ anziché ‘giudicare’, di fronte a questa ‘verità’ che fa dell’uomo un essere tragico più che colpevole, siamo costretti a vivere una sorta di sdoppiamento, che l’autore chiama ‘paradosso schizofrenico’: non abbandonare gli aspetti necessari del sistema basato sulla colpa e a un tempo vedere le cose da una prospettiva che non giudica, non sentenzia, ma comprende. Prefazione di Jan De Viller.





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