Descrizione
“Il mito di Orfeo come narrazione di un poeta che con la bellezza del proprio canto ha commosso i tetri e freddi padroni del sottosuolo, Persefone e Ade, fino a permettere alla defunta Euridice di ritornare dal mondo delle ombre alla luce dell’esistenza, ma che poi, ammiratore della sua bellezza, nel suo inarrestabile impeto erotico guardando, pur se era vietato, dietro di sé, l’ha persa (questa volta per sempre), poi con la bellezza incantevole del suo canto di nuovo chiamato alla vita di musa poetica – questo atavico mito di Orfeo dunque, proprio con la descritta situazione contraddittoria del soggetto lirico, scissa tra l’impulso erotico da una parte e la vocazione poetica dall’altra, è diventato il luogo simbolico e il punto di identificazione di qualsiasi pratica poetica, ovvero metafora della vocazione poetica come tale.” (Dalla postfazione di Jaroslav Skrusny)





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