Descrizione
EDITORIALE
«O Signore, Signore nostro,
quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!
Voglio innalzare sopra i cieli la tua magnificenza,
con la bocca di bambini e di lattanti:
hai posto una difesa contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.
Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissato,
che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi,
il figlio dell’uomo, perché te ne curi?
Davvero l’hai fatto poco meno di un dio,
di gloria e di onore lo hai coronato» (Sal 8,2-6).
Questo splendido e popolare salmo è un inno di lode alla grandezza e onnipotenza di Dio creatore. Davanti alla meravigliosa opera dell’artista divinonell’universo, il salmista rimane in contemplazione come un bimbo incantato(cf. vv. 1-3) e scopre l’infinita piccolezza dell’essere umano (cf. vv. 4-5). Eppure, ciò che più stupisce l’orante è l’elevazione della fragile creaturaumana alla partecipazione della signoria di Jhwh sul creato (cf. vv. 6-9). Pertale motivo non gli resta che lodare e magnificare Dio per la manifestazione del suo nome (cf. vv. 2.10).Se è vero che le Scritture sono parola di Dio, allora l’uomo non solo èmistero a se stesso, ma altresì rappresenta l’interrogativo posto all’Onnipotente.Adamo, infatti, è l’unica creatura vivente che riesce a interpellare ilcuore di Dio e a muoverlo verso di sé: egli si trova al confine tra il finito (lacreaturalità o il limite dell’esserci) e l’immensità divina; egli si colloca nellospazio inquieto e distante di questi due mondi.





Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.