Descrizione
Per Victor Turner esperienza è comunicazione, partecipazione, ampliamento delle relazioni sociali e culturali. Ma anche interruzione del flusso di vita, accesso a un intervallo di sedimentazione e riflessività. Abbandonati i grandi sistemi interpretativi, l’antropologo si cala nella vita per capire come ci raccontiamo e ci rappresentiamo in una serie di pratiche performative, quotidianità, rito, teatro e come l’esperienza può tornare ad essere un momento di verità e di incontro. È la riaffermazione di una soggettività che si riscopre padrona del proprio destino dopo essere stata estromessa da ogni dimensione collettiva nel mondo sovralocale. Ritrovare il senso di un’esperienza così concepita ci è necessario più che mai oggi, quando il rumore di fondo si fa assordante e nulla si fissa e si deposita, quando gli accadimenti più insignificanti vengono trasformati in “eventi”, quando navigare rimanda solo a internet e la memoria che conta è quella del nostro smartphone.





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