Descrizione
Il ciclo di Elia è un testo narrativo e come tale è interpretabile
con gli strumenti che offre l’analisi narrativa,
oltre che con il supporto del metodo storico-critico.
Si può così scoprire che esso ha avuto una lunga
elaborazione, è stato recepito, pensato, trasmesso e,
aggiungiamo, attualizzato e rivissuto. La storia di
Elia, di Acab e degli altri soprattutto ci aiuta, oggi
come allora, a riconoscere Chi è Dio e chi sono i Suoi
che abitano il monte dell’incontro con Lui e le strade
del mondo, qualunque forma questo monte e queste
strade assumano.
Nella Bibbia, a cavallo dei due Libri dei Re, troviamo
una sezione caratterizzata dalla presenza
di Elia, una figura che segna profondamente la
tradizione ebraico-cristiana, a partire dalla Scrittura stessa (2Cr
21,12-20; Sir 48,1-12; 1Mac 2,58; Ml 3,22-24;
il Nuovo Testamento con trenta ricorrenze)1. Ma com’è il testo
che ci tramanda la sua storia? Chi ne è l’autore? Quale mondo
esso dischiude? Contiene al suo interno gli elementi sufficienti
per la sua interpretazione oppure richiede un’estensione dei
suoi limiti? Inoltre, a partire da tale testimonianza, cosa si può
dire di Elia? Quali personaggi costellano le vicende che lo riguardano?
È proprio lui il protagonista? In che ambiente si
trova a vivere? Come racconta questa storia il narratore? A chi
si rivolge? Sono necessarie una competenza specifica e una collaborazione
attiva da parte del lettore oppure no? Qual è il
messaggio del racconto? Perché finisce per essere tanto importante?
Queste sono alcune delle domande che un’analisi narrativa
può aiutare a risolvere e sulle quali lo studio che segue
cercherà di riflettere, sulla base di un manuale introduttivo e
di alcuni altri sussidi essenziali, come traduzioni, commentari,
bibbie commentate e studi biblici di vario tipo; il tutto però
incentrato su una lettura per quanto possibile attenta del testo
così com’è – almeno in una sua traduzione affidabile –, con
l’intento di far parlare questo rendendolo meglio intelligibile.
Prima parte
1. I Libri dei Re2
Il titolo di Libri dei Re risale a san Girolamo, che lo applica a
1-2Samuele e 1-2Re insieme, seguendo la suddivisione quadripartita
che la versione greca dei Settanta (LXX) proponeva già almeno
dal II secolo d.C.; egli, però, nel Prologus galeatus sostiene
che in origine gli attuali due ne costituissero uno solo, come
del resto Eusebio di Cesarea, il quale si richiama a Origene. In
effetti, nella tradizione ebraica antica 1-2Re erano considerati
un unico libro, quarto della serie dei Profeti anteriori: Giosuè,
Giudici, 1-2Samuele, 1-2Re; è con la versione greca dei LXX che
abbiamo la divisione in quattro parti di lunghezza pressoché
uguale di 1-2Samuele e 1-2Re, come Libri dei quattro regni. Con
le edizioni stampate del XV-XVI secolo anche nella Bibbia
ebraica si impone infine la suddivisione in due del quarto libro
dei Profeti anteriori.
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