Descrizione
La Lettera di Giacomo, ancora troppo poco conosciuta, è incentrata su un monito vigoroso: se la tua fede si sottrae al compito di salvare questo mondo, si dimostra una fede vuota, disattivata, morta.
Collin ci fornisce qui un commentario particolarmente personale e incisivo a quella breve epistola del Nuovo Testamento dal tono vivace e impegnato. L’apprezzato teologo domenicano mostra come, per Giacomo, la fede sia una sorta di leva “fuori dal mondo” che, come il punto d’appoggio chiesto da Archimede, è capace di sollevare il mondo e di smuovere la sua pretesa autosufficienza.
Questa è l’attualità stupefacente della Lettera di Giacomo: ci ricorda l’urgenza di destinare la fede a questo mondo – che pure ha dei tratti intollerabili – ma al fine di viverci come in un mondo a venire. Un mondo che ha senso soltanto quanto rende l’essere umano sovranamente libero e lo mette al riparo da qualsiasi alienazione.
Credere nel mondo-che-verrà non significa fuggire dal mondo in cui viviamo, puntare tutte le carte su un aldilà paradisiaco. Significa impegnarci a costruire un mondo migliore, ma vivendo fin da adesso come se appartenessimo a un altro mondo.





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