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Asprenas n. 2-4/2017

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COD: 4977803 Categoria:

Descrizione

EDITORIALE

STUDI

CARMELA BIANCO, Dei diritti e dei doveri. Spunti per il superamento dell’inflazione dei diritti

PIERLUIGI CACCIAPUOTI, Erasmo e Lutero: lo scontro delle volontà

ERNESTO DELLA CORTE, Dalla teofania del Sinai a Pentecoste: le tre giornate

CIRO PUNZO, Ritornare alla doppia conforme? Riflessioni giuridico-pastorali

GIUSEPPE VERSALDI, Il contributo della scienza teologica in una società pluralista

NOTE CRITICHE

PASQUALE GIUSTINIANI, Quale rapporto tra metafisica ed etica? La proposta di Carlos Cardona Pescador

DAVIDE PENNA – EMANUELE PILI, Abitare il tempo delle rovine. Rileggere Giobbe con Luigino Bruni

NICOLA ROTUNDO, Famiglia ed economia: una rilettura etico-teologica

RASSEGNE&FIGURE

GIUSEPPE FALANGA, Una liturgia viva per una chiesa viva. I 70 anni del CAL

MICHELE GIUSTINIANO, Nel nome di Colui che ci riconcilia tutti in un solo corpo

RECENSIONI

SCHEDE BIBLIOGRAFICHE

LIBRI RICEVUTI

INDICI DELL’ANNATA LXIV – 2017

 

 

Editoriale 

«C’è bisogno di una teologia che aiuti tutti i cristiani ad annunciare e

mostrare, soprattutto, il volto salvifico di Dio, il Dio misericordioso, specie

al cospetto di alcune inedite sfide che coinvolgono oggi l’umano: come quella

della crisi ecologica, dello sviluppo delle neuroscienze o delle tecniche che

possono modificare l’uomo; come quella delle sempre più grandi disuguaglianze

sociali o delle migrazioni d’interi popoli; come quella del relativismo

teorico ma anche di quello pratico. E c’è bisogno, per questo, di una

teologia […] che sia fatta da cristiane e cristiani che non pensino di parlare

solo tra loro, ma sappiano di essere a servizio delle diverse chiese e della

chiesa; e che si assumano anche il compito di ripensare la chiesa perché sia

conforme al Vangelo che deve annunciare» (FRANCESCO, Discorso all’Associazione

Teologica Italiana [29-12-2017]).

Come fare teologia oggi? Bergoglio sembra rispondere in questo modo:

assumendoci, come cristiani impegnati, la responsabilità di annunciare il

Vangelo in «un modo nuovo, più consono a un mondo e a una cultura profondamente

mutati» (ivi). L’intelligenza della fede, sempre pronta a rendere

ragione della speranza che è in noi (cf. 1Pt 3,14-15), è chiamata a recepire

quella “fedeltà creativa” al Vangelo – di cui tanto parla papa Francesco –,

affinché il “fare teologia” non sia un momento accademico soltanto per gli

“addetti ai lavori”, ma costituisca, invece, un’occasione di annuncio e di

evangelizzazione per tutta la chiesa. “Legami di solidarietà” e anche di “amicizia

autentica” sono aspetti indispensabili per la comunità teologica che

non si esprime nella semplice ricerca del singolo, bensì attraverso l’impegno

comune di servire il popolo santo di Dio con un cuore pieno di fede, aperto

al desiderio di mostrare veramente agli uomini e alle donne del nostro tempo

il volto misericordioso del Padre. In tale prospettiva, non è possibile fare

teologia senza stupore, privi di meraviglia, ossia come se il Mistero trinitario

che celebriamo nella liturgia e contempliamo nello studio non debba […]

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