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L’articolo mette in risalto una caratteristica, tra le altre, che identifica il Vaticano II come un unicum nella storia dei concili ecumenici, cioè la presenza di osservatori non cattolici e di uditori laici, tra i quali anche 23 donne. Il loro contributo di sensibilità per i problemi del mondo e di competenza in specifici ambiti dell’esistenza umana, come il matrimonio e la famiglia, è stato importante nell’elaborazione dei documenti conciliari, ma resta soprattutto un esempio di stile ecclesiale, in cui i pastori si mettono in ascolto di quello che i laici hanno da dire nella condivisione della medesima fede.





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