Descrizione
Il commento al libro del profeta Geremia costituisce l¿ultima fatica esegetica di Girolamo. In questo scritto emerge l¿interesse che lo Stridonense riserva al testo biblico: la traduzione dall¿originale ebraico, ritenuto il testo da privilegiare, è continuamente confrontata con quella che prende le mosse dalla versione dei LXX alla quale viene riconosciuto comunque riconosciuto un certo valore. L¿interpretazione si caratterizza per la spiccata tendenza a collocare la realizzazione delle profezie all¿interno della storia: sia quella del popolo d¿Israele che di Cristo o della Chiesa. La polemica contro i pelagiani emerge ogni volta che il testo profetico ne presenta l¿occasione e si ritrova soprattutto nei prologhi ai singoli libri.





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