Descrizione
Editoriale
Proseguiamo l’indagine di alcune strutture rituali riformate più o meno in profondità secondo le indicazioni conciliari. In questo numero prendiamo in esame il Rito della confermazione. Apre la riflessione S. Sirboni che evidenzia come la riforma promossa dal Vaticano II abbia chiarito l’identità del sacramento e posto le basi per un suo sempre più corretto reinserimento nell’itinerario dell’iniziazione cristiana, non senza difficoltà più di carattere pastorale che teologico. Il problema della teologia e dell’ordine dei sacramenti dell’iniziazione cristiana è annoso. G. Venturi fa un po’ il punto della incerta direzione che il magistero ha preso dopo il concilio, consapevoli che si è ancora in attesa che la teologia dei sacramenti informi la prassi pastorale e catechistica. La teologia della confermazione ingloba o esclude la preoccupazione educativa, enfatizzata in questi ultimi decenni? Vi riflette W. Ruspi, che osserva come l’iniziazione cristiana, come azione sacramentale, percorsa nella chiesa secondo la sapiente pedagogia divina, richieda di essere rinnovata nella fedeltà alla ‘antropologia della grazia’, che può nascondere ai nostri occhi capacità spirituali di risposta e di testimonianza non misurabili sui parametri puramente metodologici o di socializzazione. D. Cravero ci provoca su un tema sentito e dibattuto: cresima e maturità. Oggi i processi d’iniziazione non producono più rottura, ma senza rottura non si impara a scegliere, non si diventa ‘maturi’. Solo una catechesi performativa traccia il cammino che conduce alla testimonianza: una fede ricevuta gratuitamente (traditio) dalla famiglia o al tempo dell’infanzia, raggiunge la maturità quando diventa scelta responsabile riformulata da chi riceve il dono (la redditio).
Questo però comporta una ‘rottura’ pratica e simbolica. Il Rito della confermazione non propone esempi di liturgia della Parola, ma offre un Lezionario con alcuni testi biblici fra cui scegliere le letture: la scheda, redatta da C. Doglio, presenta tre schemi con un breve commento esegetico e una traccia di possibile omelia. La confermazione soffre non solo di deficit teologici, catechistici, sociologici, ma anche celebrativi. Il Rito della confermazione, dice V. Gatti, si comprende pienamente all’interno del cammino globale dell’iniziazione cristiana; per celebrarlo con arte occorre tenere conto della vita della comunità e dei percorsi di ri-scoperta della fede che accompagnano adulti e ragazzi alla cresima.
La rivista prosegue offrendo ai lettori schede formative che completano il tema trattato dagli studi con strumenti per la catechesi del gruppo liturgico e/o degli adulti (L. Donati Fogliazza), sussidi celebrativi (D. Piazzi) e musicali (P. Ruaro) e di riflessione sull’arte per la liturgia (A. Gerhards).





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