Descrizione
Esule catalano che ha fatto di Parigi prima, e di Saint-Tropez poi, la sua patria d’adozione, Clavé si è sempre tenuto al di fuori di qualsiasi movimento artistico per sviluppare un linguaggio personale, una via all’arte del tutto originale, in un dialogo a distanza con alcune delle personalità più importanti della storia del XX secolo.
Pennellate istintuali, così formalmente simili a quelle che caratterizzano l’espressionismo astratto e spesso stese in larghe campiture, rivestono i collages realizzati secondo la lezione cubista impartita da Picasso e Braque. Altre stesure di colore avvolgono gli inserti costituiti da differenti elementi sovrapposti che se in alcuni casi richiamano alla mente gli assemblages introdotti dal Nouveaux Réalisme, altrove bilanciano la fusione tra colore e materiale di recupero, di scarto, in una perfetta sintesi tra “la potenza e la forza drammatica di Tàpies e la ricchezza barocca di Robert Rauschenberg”. Ma alla fine di questa analisi formale, quello che fa davvero la differenza è la carica emozionale che le opere di Antoni Clavé sono capaci di risvegliare in noi quando ci troviamo “dal vero” di fronte alla sua arte.
Testi di: Alessia Calarota, Aude Hendgen
Venezia, Scoletta dei Tiraoro e Battioro, maggio – ottobre 2015





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