Descrizione
Con una trattazione bene articolata, l’autore espone l’opportunità di riabilitare la «casuistica», ossia il modo di affrontare i cosiddetti «casi di coscienza», utilizzando sia l’impostazione cristologica della teologia morale rinnovata, sia gli apporti delle conoscenze scientifiche attuali. Dopo aver ricordato la storia della casuistica e le critiche rivolte a questo metodo per il ruolo «direttivo» assunto verso la coscienza individuale, vengono elencati i numerosi ambiti in cui sorgono dilemmi morali, che si tenta di risolvere ricorrendo ad argomentazioni non di tipo deontologico, bensì di tipo teleologico, ossia valutando gli effetti e i risultati che si raggiungono mediante determinate scelte. Di fronte a un atteggiamento permissivo degli operatori pastorali, per cui la libertà di coscienza viene esaltata come unico principio di moralità, si richiama la necessità di fornire un vero «accompagnamento spirituale» che aiuti le persone a discernere nel caso concreto ciò che è bene per se stessi e per gli altri di fronte alle esigenze del Vangelo.





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