Descrizione
La pittura, «evento e luogo di pensiero», attraverso un’ascetica tensione immaginativa proietta aspirazioni a stati di grazia.
Infiniti «punti e filamenti di colore» – integrandosi in sistemi di interconnessioni pluridirezionali – regolano ritmiche contrazioni ed espansioni percettive evolventi, costituendosi in essenziali costruzioni linguistiche strutturate.
L’apparente dimensione aniconica si rivela come ultraiconica, ai confini di ogni pura visibilità, nella supervirtualità dell’evenienza luminosa.
L’artista ‘fotografa’ la sua pittura, ripercorrendola dagli anni Settanta – quelli della sua prima formazione – agli anni ottanta e novanta fino al presente. Il suo ‘occhio di pittore’, con l’esercizio della scrittura autocritica, ‘rivede’ le opere «tissulari».
I pensieri e gli atti di gioia in emissione non sono solo quelli del pittore – precedenti, contemporanei o conseguenti alla definizione dell’opera – sono anche quelli, in condivisione armoniosa e tendenzialmente infiniti, implicanti gli sguardi interattivi di ogni successivo riguardante.





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